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Oggi mamma news

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Un piccolo universo, dedicato alla famiglia, alle mamme e ai figli.


Allattamento: come e quanto allattare

Pubblicato da Mara Mencarelli su 12 Giugno 2012, 12:49pm

Tags: #1° anno di vita

L'allattamento materno è un argomento molto semplice e delicato allo stesso tempo, i consigli del pediatra possono valere fino ad un certo punto, in quanto oltre alle normali regole comuni, entrano in gioco fattori soggettivi riguardanti sia la madre che il bambino.

E' indubbio considerare il latte materno come il miglior alimento per allevare il proprio bambino, oltre a fornirgli tutti gli elementi nutritivi di cui ha bisogno, il latte materno contiene degli anticorpi che preserveranno il piccolo da eventuali malattie. Sin dalle prime gocce di latte "colostro", il contenuto in anticorpi materni che il bambino riceverà lo aiuterà in questo delicato periodo della sua vita in quanto l'organismo di un neonato non possiede elevate difese immunitarie.

Alcuni bambini nascono di peso superiore alla norma, altri nascono di peso inferiore, o prematuri, altri ancora diventeranno degli adulti di dimensioni notevoli (altezza), mentre altri erediteranno il patrimonio genetico di genitori minuti essendo loro stessi minuti, inoltre i maschietti sono generalmente più grandi delle femminucce, tendono a nascere di peso leggermente superiore e a mangiare un po' di più.

Tutte queste variabili determinato la quantità di latte assunto dai neonati in modo diverso, ciò che determina il giusto andamento dell'allattamento e la crescita regolare e costante.

Nei primi giorni dalla nascita, il bambino tende a succhiare pochi minuti e ad addormentarsi, motivo per cui assumerà un quantitativo di latte minimo che molto spesso lo indurrà a richiedere altro dopo 1 o 2 ore appena, non vi scoraggiate, è normale, via via che trascorrono i giorni, il bimbo riuscirà a succhiare quantità di latte superiori allungando così, in modo naturale il periodo di tempo tra un pasto e l'altro.

La neo mamma potrà avere più latte di quello necessario, onde evitare ingorghi mammari e mastiti, è consigliabile eliminare il latte in eccesso con un apposito tira latte, e applicare delle spugnature calde sul seno indurito e dolente; generalmente dopo poche settimane l'allattamento si evolve raggiungendo un andamento stabile tra offerta (al seno) e suzione da parte del neonato. E' consigliabile offrire i seni alterandoli, ed è normale verificare che un seno produca una quantità di latte superiore all'altro. Non vi scoraggiate se incontrate difficoltà e i capezzoli vi dolgono arrivando a spaccarsi, utilizzate delle creme cicatrizzanti antibiotiche ed idratanti lavando accuratamente il seno prima di attaccarvi nuovamente il bambino, piano piano anche questa situazione si risolverà e voi potrete condividere serenamente il momento prezioso ed intimo dell'allattamento con il vostro piccino.

Oltre ad essere un momento fortemente appagante per la maggior parte delle mamme, l'allattamento aiuta l'utero a contenere le perdite ematiche dovute al parto e contribuisce alla riduzione, dell'utero che andrà a riprendere le sue dimensioni originarie.

Onde favorire un buon allattamento è necessario che la neo mamma segua una dieta alimentare priva di determinati alimenti quali: cioccolato, aglio, cipolla, cavolo, sostanze piccanti, liquori, fritti e legumi (Fagioli) considerando che alcune verdure e i latticini possono indurre problemi al neonato, mentre altre possono pregiudicarne il sapore, caffè vino e birra passano nel latte e quindi possono essere consumati solo con moderazione, quanto al fumo è dannoso sia in gravidanza che in allattamento e sarebbe bene evitarlo, mentre i farmaci vanno assunti solo in caso di necessità e su diretto controllo e giudizio medico. Inoltre è opportuno bere una gran quantità di liquidi (acqua, succhi, minestre).

L'allattamento al seno e generalmente sempre consigliato ed è da evitare sono in casi di grave debilitazione o malattia materna, alcune delle quali trasmissibili tramite l'allattamento al seno per via delle possibili lesioni del capezzolo (tubercolosi Aids epatite) o in caso di galattosemia una rara malattia che può colpire il neonato. Alcune donne pur volendo allattare non riescono per via della conformazione del capezzolo.

Generalmente entro 72 ore dal parto si ha la montata lattea, comincia così la secrezione di vero e proprio latte, attaccare precocemente il neonato al seno favorisce la montata lattea. Non si conoscono bene i meccanismi che regolano la produzione del latte, ma si sa che ogni volta che il bambino viene attaccato al seno, la suzione mette in moto un riflesso nervoso, l'ipotalamo produce ossitocina, un ormone che come abbiamo già visto provoca le contrazioni uterine e inoltre fa vuotarsi i tuboli galattofori e scorrere il latte.

Ogni donna secondo la propria costituzione ha una distribuzione del grasso nel proprio corpo diversa, la grandezza del seno non coincide con la capacità di allattamento, donne con il seno piccolo risultano essere produttrici di grandi quantità di latte e viceversa. Una madre può produrre dai 550 cc di latte a un litro al giorno ed anche oltre, il latte è composto dall' 87 % di acqua e la sua composizione varia da madre a madre, da ora ad ora ed anche da gravidanza a gravidanza, ma è influenzabile in modo rilevante dall'alimentazione.

Il latte contiene principalmente zucchero (lattosio), proteine ( specialmente caseina) e grassi ( trigliceridi), inoltre vi sono presenti aminoacidi, acidi grassi essenziali, vitamine e sali minerali.

Se non avete latte o per motivi di vario tipo non potete allattare, non vi angosciate, il mercato offre prodotti molto buoni ben bilanciati e digeribili che possono sostituire il latte materno.

Il bambino assume dal latte materno circa 600- 800 calorie al giorno, calorie che provengono dall'alimentazione e dai grassi accumulati in gravidanza.

l'allattamento una volta avviato dura dai 5 ai 10 minuti per seno, alla fine della poppata e buona norma tenere il bambino sollevato appoggiato sulla nostra spalla e fargli fare un "ruttino" che serve per fargli espellere l'aria ingerita durante la suzione, in modo da evitare rigurgiti.

Brevemente possiamo riassumere quanto detto:

Secondo la definizione dell’Oms, l’allattamento può essere:

allattamento al seno esclusivo: solo latte materno

allattamento al seno predominante: latte materno + liquidi non nutritivi

allattamento complementare: latte materno + latte di formula.

I vantaggi per il bambino

È ormai condiviso a livello internazionale che l’allattamento al seno:

riduce l’incidenza e la durata delle gastroenteriti

protegge dalle infezioni respiratorie

riduce il rischio di sviluppare allergie

migliora la vista e lo sviluppo psicomotorio

I vantaggi per la madre

Anche per la madre l’allattamento al seno ha delle ricadute positive:

quanto più comincia precocemente, accelera la ripresa dal parto e l’involuzione dell’utero e riduce il rischio di emorragia e di mortalità

riduce la perdita di sangue, contribuendo così a mantenere il bilancio del ferro

prolunga il periodo di infertilità post parto

favorisce la perdita di peso e il recupero del peso forma

riduce il rischio di cancro della mammella prima della menopausa.

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Allattamento al seno

 

Allattamento: come e quanto allattare

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