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Oggi mamma news

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Un piccolo universo, dedicato alla famiglia, alle mamme e ai figli.


I primi tre mesi: il periodo sensitivo "mamma-figlio"

Pubblicato da Mara M. su 15 Giugno 2012, 11:01am

Tags: #Psicologia e famiglia

Fino a qualche decennio fa, veniva sottovalutata l'importanza del contatto intercutaneo indispensabile tra madre e figlio sin dai primi momenti di vita. Nel corso degli anni vari studiosi, psicoterapeuti psicologi pediatri, sono diventati concordi sulla necessità e l'utilità dell'immediato e diretto contatto tra madre e figlio sin dai primissimi giorni. Il periodo che include i primi tre mesi di vita del bambino viene definito: "periodo sensitivo" ed è ritenuto fondamentale per un sano sviluppo psichico e fisico del neonato. In virtù di queste nuove concezioni sono sorte, in numerose strutture ospedaliere stanze di degenza provviste di piccoli nidi interni atti a favorire il rapporto madre e figlio.

Diversi anni fa, due ricercatori americami, Marshall Klaus e John Kennel sostenevano l'esistena di un periodo definito "periodo sensitivo del primo legame" che va dal parto (culmine) a circa il terzo mese di vita del bambino, in questo delicato periodo, scambi endocrini materni giocano un ruolo fondamentale, proprio per questo motivo, in altre culture, si da alla madre e al piccolo un periodo minimo di almeno 7 giorni, di completo "isolamento assistito" in modo da favorire l'inter scambio tra mamma e nuovo nato.

Il "periodo sensitivo" fu citato per la prima volta nel libro "il segreto dell'infanzia" (1938) da Maria Montessori.

In sostanza il concetto di base si può riassumerlo brevemente in questi termini: il bambino dovrebbe stare vicino alla madre da subito, in questo modo ella può percepire le necessità del piccolo e comprendere come reagisce alle sue risposte, mentre il piccolo, che non è un essere passivo, diviene un interlocutore in grado a suo volta di comunicare necessità e disagi.

La carenza o la mancanza di questo immediato rapporto simbiotico può nel tempo dar luogo a varie manifestazioni "patologiche". Per questo motivo, bambini nati prematuramente e rinchiusi in incubatrici, vanno stimolati con il contatto, l'accarezzamento, il cullare.

Lo spicoanalista John Bowlby, nel suo libro "Cure materne e igiene mentale del fanciullo", prende in esame la situazioni estrema di bambini gravemente deprivati e le conseguenze sul loro sviluppo psichico e fisico, il quale può subire dei notevoli ritardi fino all' arresto completo della loro crescita.

Favorire il "periodo sensitivo" in modo fisiologicamente naturale, serve a instaurare un sano attaccamento tra la madre e il neonato, indispensabile per la successiva relazione tra madre e figlio.

Per attaccamento si intende quel processo, che seppur differente tra le singole specie animali, è strattamente connesso alle necessità primarie del "nuovo essere".

Nell'essere umano, come abbiamo precedentemente accennato, l'attacamento madre-figlio è favorito dal contatto intercutaneo del bambino con la madre, influendo inevitabilmente e positivamente sul sistema nervoso del piccolo che va costruendo milioni di correlazioni da neurone a neurone, un compito materno biologicamente utile e difficilmente sostituibile, un ruolo che deriva non dalla scienza, che lo ha rilevato e catalogato, ma dalla natura stessa.

I primi tre mesi: il periodo sensitivo "mamma-figlio"

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